RUOLO DELLA TERAPIA DI MANTENIMENTO E FATTORI DI RISCHIO AMBIENTALE NEL CARCINOMA VESCICALE SUPERFICIALE.

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PAZIENTI SOTTOPOSTI A CHEMIOTERAPIA ENDOVESCICALE ADIUVANTE. RISULTATI PRELIMINARI DI UNO STUDIORANDOMIZZATO SU 577 PAZIENTI

1Galuffo A, 1Serretta V, 2Altieri V, 3Morgia G, 4Melloni D, 4Magno C, 5Cosentino V, 6Borruso L, 7Motta M, 7Saita A, 8Cacciatore M, 9Vaccarella G, 10Cammarata C, 11Armenio A, 12Nicolosi D, 13Falvo F, 14Gange E, 15Siragusa A, 16Aragona F, 17Paola Q, 18Spampinato A, 1Allegro R., 1Pavone-Macaluso M. e i membri del GSTU

1Ist Urol-Università di Palermo, 2Ist Urol-Università di Napoli, 3Ist Urol-Università di Sassari, 4Ist Urol-
Università di Messina, 5Osp Civ-Div Urol-Gela (CL), 6Osp Civ-Div Urol-Salemi (TP), 7Ist Urol-Università
Catania, 8Osp Civ-Div Urol-Partinico (PA), 9Osp. Civ. Cervello-Div Urol-Palermo, 10Osp Civ-Div Urol-
Caltanissetta, 11Casa di Cura Candela, 12Osp. Civ. Garibalidi-Div Urol-Catania, 13Osp Civ-Div Urol-Catanzaro, 14Osp Civ-Div Urol-Palermo, 15Osp Civ-Div Urol-Caltagirone, 16Osp Civ. Cannizzaro-Div Urol-Catania, 17Osp Civ-Div Urol-Sciacca (AG), 18Osp Civ-Div Urol-Taormina (ME)

 

Introduzione e scopo dello studio: Nel maggio 2002 è stato attivato uno studio randomizzato multicentrico per valutare il ruolo del mantenimento nella profilassi endovescicale adiuvante del carcinoma vescicale superficiale (TCCB) a medio rischio di recidiva. Sono stati analizzati i principali fattori di rischio ambientale al fine di correlarli con le caratteristiche neoplastiche e con la risposta alla terapia. Materiali e metodi: I pazienti sono stati sottoposti a TUR e chemioterapia endovescicale precoce con epirubicina (80mg/50ml) entro 24 ore. Sono stati registrati inoltre fattori quali l’età, il sesso, il luogo di nascita e residenza, l’attività lavorativa, l’esposizione al fumo attivo e passivo, l’uso di tintura per capelli, le risorse idriche.

I pazienti sono stati randomizzati in due bracci:

A. induzione settimanale per 6 settimane;

B. induzione e mantenimento mensile per complessivi 12 mesi.

Risultati: Dei 577 pazienti reclutati, l’81% risiede in ambiente urbano. Il 24% lavora nell’industria considerata a rischio, il 19% nel settore agricolo. L’8% usa tintura per capelli. Il 45% dei pazienti beve solo acqua in bottiglia ed il 31% solo acqua di acquedotto. Il 43% dei pazienti è fumatore ed il 32% ex-fumatore. Il 25% dei pazienti sono risultati esposti al fumo passivo. Inoltre 497 (86%) sono uomini e 80 (13%) donne; dei
quali 207 (36%) con neoplasie recidive e 350 (61%) con neoplasie multiple. Ad oggi è disponibile il follow-up di 373 pazienti. Hanno recidivato 37 pazienti (21%) del braccio A (mediana: 7 mesi) e 21 pazienti (11%) del braccio B (mediana: 8 mesi). Malgrado il trend a favore del mantenimento non è emersa (follow-up mediano: 12 mesi) alcuna differenza significativa nel tempo libero da recidiva. Una correlazione è stata evidenziata tra impiego nell’industria a rischio e nell’agricoltura e molteplicità della neoplasie (p=0.03) e tra periodo di esposizione al fumo e numero di recidive (p=0.03). E’ emersa inoltre una correlazione tra fumo e risorsa idrica (p=0.001). La percentuale di pazienti con acqua di acquedotto quale unica risorsa idrica è più alta nei non fumatori rispetto ai fumatori.

Conclusioni: I dati preliminari ottenuti evidenziano una correlazione significativa tra rischio lavorativo e molteplicità del tumore, tra periodo di esposizione al fumo e numero di recidive, e tra risorsa idrica, fumo e carcinoma vescicale. Prospetticamente emerge un trend ai limiti della significatività statistica a favore del mantenimento nella chemioterapia endovescicale adiuvante.

 

 

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